04/04/06, 16:43 - Politica&C.
Guardarsi il confronto fra i due candidati premier è un esercizio abbastanza inutile per chi volesse farsi un'opinione su cosa votare o semplicemente rassegnarsi all'idea che in qualche modo è meglio votare.
Dalla campagna elettorale non esce notoriamente nulla di interessante, figurarsi in un botta e risposta fatto di spot preconfezionati, di domande tanto scontate quanto ignorate e di tanto, ma davvero tanto fumo (Giovanardiiiii!!!!!).
Invero una piccola occasione per far scendere con i piedi per terra le tante chiacchiere ieri sera c'è stata e a fornirla è stato addirittura Berlusconi; lanciato a tutta velocità sul binario della propaganda liberista-liberista, il Presidente del Consiglio ha agitato come uno spauracchio la propensione dei partiti di sinistra a fare politiche di redistribuzione del reddito.
Ora, a parte che sono decenni che non si vede un governo che redistribuisce reddito, è interessante notare che Prodi su questo passaggio non ha ritenuto di dover aggiungere nulla: ci sarebbe da chiedersi se la cosa gli sia sfuggita o se l'ha letta come l'ennesima provocazione di Berlusconi, che tenta in tutti i modi di farlo passare per un bolscevico.
Proprio ieri sono usciti i dati dell'Ocse che confermano quanto noto da tempo: i salari italiani sono al 23° posto nella graduatoria dei 30 paesi più industrializzati del mondo, mediamente più bassi del 19% rispetto a quelli europei, più bassi addirittura dei salari dei lavoratori della Corea del Nord (che come osserva giustamente Cremaschi su Liberazione di oggi venivano fino a pochi anni fa utilizzati come spauracchio per i lavoratori italiani). Allo stesso tempo i redditi dei manager delle imprese italiane sono invece fra i più alti e, siccome sono in buona parte pagati in azioni, fra i meno tassati.
Che sia urgente redistribuire le ricchezze prodotte, perchè alla faccia della presunta crisi di ricchezze se ne producono eccome, è quindi un'evidenza davvero difficile da non vedere.
Prodi purtroppo non ha colto (o non ha voluto cogliere) l'occasione, ha preferito interrogarsi sul nesso fra ricchezza e felicità; iniziasse a porsi qualche dubbio sul rapporto che corre fra povertà e disagio e saremmo tutti decisamente più felici.

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01/04/06, 16:34 - Culture
Sul sito Punkadeka potete trovare la recensione del nuovo album della Banda Bassotti "Vecchi cani bastardi". A due anni di distanza da "Amore e odio" la Banda ritorna e la si ascolta sempre volentieri.
Anteprima del nuovo album, scaricabile sempre su Punkadeka, il pezzo "No Tav".


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31/03/06, 15:20 - Disordini
Durante un intervento di campagna elettorale presso il salone dell'Istituto Artigianelli di Brescia, il Ministro del welfare Roberto Maroni ha difeso l'esperienza del Governo uscente, dicendo fra l'altro: "Abbiamo ottenuto cose importanti, abbiamo dimostrato che i leghisti hanno cervello" (fonte Bresciaoggi del 31/03/2006).
La dichiarazione, oltre a rendere evidente un giustificatissimo complesso di inferiorità dei padani, mi lascia sinceramente perplesso: e quando l'avrebbero dimostrato? Mi sono forse perso qualcosa? E chi sarebbe l'artefice di questo riscatto? Lui? Borghezio? Calderoli?
Ma poi, guardate le fattezze del leghista medio (non solo dei sopracitati, pensate al padano che vive vicino a casa vostra): ce n'è abbastanza da diventare lombrosiani.
Una cosa certo la riconosco ai padani: sono spregiudicati come pochi, passano con assoluta naturalezza dalle ampolle d'acqua del dio Po alle acquasantiere, dall'attacco ai poteri forti alla difesa di Fazio e dei furbetti, sempre pronti a piombare come avvoltoi sul primo fatto di cronaca nera che coinvolga un immigrato.

"Druidi improvvisati, talebani cattolici, improbabili difensori dell'autodeterminazione di popoli (bianchi e cristiani) unitevi sotto le banbiere della Padania".

Ma andate va.

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28/03/06, 15:16 - NoFlex
I dati relativi delle manifestazionii di oggi non hanno precedenti nella storia francese. Da questa mattina le principali città dell'esagono sono porcorse da cortei che invadono strade e piazze con i corpi, la rabbia e le speranze di milioni di precari, lavoratori, studenti.
De Villepin continua a dichiarare di non voler ritirare il provvedimento che ha scatenato la mobilitazione della Sorbona, poi sfociata nella partecipazione e nell'energia dirompente di questi giorni di lotta. Certo è difficile credere che possa continuare a tener duro: da una parte all'interno del suo Governo la fronda non manca di farsi sentire (il reazionario Sarkozy in particolare annusa la possibilità di sfruttare il passaggio per allargare ulteriormente la sua influenza), ma soprattutto è la crescita costante del movimento a fare impressione.
Nonostante la mobilitazione duri ormai da molti giorni, gli unici segnali arrivati fin ora parlano di sempre maggiore forza e sempre maggiore partecipazione; il pericolo della stanchezza non sembra per ora all'orizzonte e nel braccio di ferro di questi giorni è proprio il Primo Ministro ad apparire come il contendente più debole.
Oggi in Francia si sono fermate le scuole, i trasporti, gli uffici pubblici, le fabbriche; anche a non esserci pare di sentire la rabbia, l'allegria, il dolore buono della tensione e della lotta.

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28/03/06, 15:08 - Antipro
Flyer contro la Legge Fini/Giovanardi per il quale ringrazio i compagni di MantovAntagonista.


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